Lorenzo Lipparini è nato il 14 marzo 1975 e se n’è andato il 17 febbraio 2001.
Inutile descriverlo, chi l’ha conosciuto sa bene quanto ciò sia impossibile.
Questa pagina gli è doverosamente dedicata.
Solo qualche foto, qualche riga rubata al libro che dopo la sua morte abbiamo scritto su di lui.
E per lui.


 

«Sto parcheggiando!»
disse Lollo rispondendo alla chiamata di una sua amica che lo attendeva al Coconuts (noto locale estivo sul lungomare di Rimini)...

...peccato che si trovasse in realtà nell'hinterland di Cesena...

«Sono a trenta metri dal Righi!»
disse Lollo rispondendo alla chiamata di una sua amica che lo attendeva al liceo...

...peccato che fossimo a porta Santo Stefano direzione via Murri...

 

«Buongiorno,
ci deve essere una prenotazione a nome Lipparini» disse Michelone del Ruvido appoggiando le valige davanti alla reception dell'albergo Bikini di Rimini.

«Mi dispiace ma non risulta nessuna prenotazione a questo nome e l'albergo è esaurito»
rispose il portiere...

 

«Tranquillo Madri, adesso usciamo!»
disse Lollo ponendosi i portaghiacci sugli zigomi color bordeaux, dopo che non dormiva da circa due giorni, nonostante lo invitassi a riposarsi.

«Madri, vai tranquillo che ti tengo compagnia»
così mi disse Lollo ritornando dall'Hemingway di Marina di Ravenna mentre posizionava lo schienale all'indietro...

...si addormentò seduta stante per risvegliarsi all'uscita di San Lazzaro...

«Al secondo!»
rispose Lollo alla domanda di Nando che gli chiedeva a quale indirizzo fosse iscritto ad Economia.

Tutti si sono chiesti cosa significasse "secondo".

 

«Sto arrivando!»
classica risposta di Lollo a chi lo aspettava.

...era classico che si dovesse ancora fare la doccia, la barba, stirare la camicia, lucidare le scarpe ed infine vestirsi, profumarsi, controllare carica del cellulare, portafoglio, sigarette, fare il giro delle luci e degli specchi, riorganizzare la posizione delle chiavi (casa, macchina, motorino) senza dimenticare ove fossero i duplicati...

 

tratto da “PER SEMPRE - ricordi di una vita speciale” (un grazie particolare a Michele Madrigali)


(al telefono con Guido, mi sta raccontando)

“…e poi sono stato fuori tutto il giorno: ho setacciato tutta via S. Isaia e tutto il quartiere…”

“Perché, cosa è successo?” gli chiedo.

“Quel cazzone di Lollo stanotte è rientrato dilaniato, bresco duro, e mi ha lasciato la porta di casa aperta, completamente spalancata sul pianerottolo. Non trovo più la gatta…”

Pieno inverno, dopo cena, buio pesto...
Sto andando a prendere la mia ragazza, passo davanti al SanLuigi in via D’Azeglio, butto l’occhio… vedo Lollo in maniche di camicia che cammina sul marciapiede, infreddolito, mentre gesticola e parla al cellulare. Accosto, colpo di clacson, giù il finestrino:
“Che fai qui così? Fa un freddo cane!”
“Sono qui, al King’s, sto mangiando un pizzino” e mentre lo dice si guarda intorno, realizza, e scoppia a ridere.
“Hai bisogno di un passaggio per tornare indietro?”
“No, no, tranquillo, vado. Ciao zio” e riprende la telefonata.
“Vabbè, ciao”
Riparto piano, lo controllo nello specchietto: fa due girotondi, due mezze finte, poi s’incammina…
…nella direzione sbagliata

 

due aneddoti che mi sono rimasti in mente