La stagione seguente, immerso nel servizio civile, e quindi momentaneamente fuori dal solito circuito notturno, ben coadiuvato da una mia cara amica e ‘aiutante’, Caterina, e dall’inseparabile Lollo, riesco a compiere un mezzo miracolo e realizzo una delle cose di cui vado più fiero: cercando in giro l’idea giusta e approfittando della nuova ondata di ritorno degli anni ’80, assieme ai miei due amici prendo in affitto un night nel giorno della chiusura settimanale. Arroccato in una via del centro, ‘La Dolce Vita’, trionfo del kitch e noto night club, un tempo locale di successo, diventa il nuovo ritrovo fighetto del lunedì, in concorrenza con il fortissimo e consolidato Jam. Troviamo subito la formula giusta: mai più di 300 persone (capienza massima), bellissima gente, pieno di amici e splendide ragazze e soprattutto musica rigorosamente ed esclusivamente anni ’80 dal primo disco all'ultimo.
La serata fa subito parlare di sé in giro e pian piano ‘il lunedì della Dolce Vita’ diventa di moda, il locale si riempe di un pubblico grande e selezionato, nostalgici e fan dei mitici anni ’80, e le cose funzionano sempre meglio, la voce circola, si crea il nome, un marchio di successo legato ad una clientela ristretta ed esclusiva.
Inevitabilmente con il maggiore afflusso di gente nascono anche i primi problemi: arrivano svariate lamentele dal vicinato per il rumore e i titolari del night, dopo qualche multa e timorosi di ritrovarsi il locale chiuso, ci tolgono la serata. Quindi ci ritroviamo con il locale pieno, ma senza il locale!
Decidiamo di spostarci alla Capannina, ma la cosa va per le lunghe, gli accordi con il gestore non si trovano e la serata sfuma. Davvero un peccato: ogni tanto in giro ne sento parlare ancora adesso con nostalgìa e noi per primi siamo in costante ricerca di un posto adatto per ricreare quella magìa…

Liberatomi in febbraio dalla schiavitù del servizio civile, neanche 15 giorni dopo, il 3 marzo 1999, sono un’altra volta in ballo: inaugura una discotechina nuova in centro a Bologna, il Soleluna, e la serata forte, il mercoledì, la organizziamo io e Magè. In consolle deejays io e Lory & Peter, si ritorna finalmente, dopo dieci mesi di clausura e di musica nostalgica, all’house e al commerciale. E per un anno intero siamo strapieni, fila fuori e locale murato. E’ la novità: arredamento balneare, con vere e proprie barche di legno al posto dei divanetti e mucchi di sabbia marina negli angoli, formine e secchielli incollati alle pareti azzurre… Per un bel po’ va di moda, poi stanca, ma piace al pubblico più giovane…

In tutto questo periodo intanto avevo già cambiato un paio di volte la mia al tempo rivoluzionaria attrezzatura Pioneer: dai primi e ormai macchinosi CDJ-500 ero passato ai CDJ500-II, versione perfezionata dei precedenti con qualche piccolo miglioramento, e poi finalmente nel novembre ’97 ai più piccoli e tecnicamente evoluti CDJ-500S, che posseggo e uso tuttora, completamente e perfettamente funzionanti dopo ben sette anni di uso intenso e vari incidenti avuti con cuba-libre, gin-tonic e addirittura uno quasi mortale con l’olio della macchina del fumo (ti ricorda niente, Vitto?!?)!

Nel settembre ‘99 mi arriva una telefonata importante: la famosa Angelina, mitica ‘regina-Mida’ tra gli organizzatori di Bologna, mi chiama a suonare in quello che sarebbe diventato il locale-evento dell’anno: il nuovo Chalet delle Rose. Da tanto tempo se ne parla e l’aspettativa tra la gente cresce sempre più, quindi quando mi viene addirittura proposta la consolle della sala ristorante, vero fulcro del locale, al venerdì, giorno di punta, beh… si può immaginare!
E lì passo due stagioni meravigliose, mi diverto e faccio divertire: si balla nel ristorante da mezzanotte alle cinque, la gente impazzisce, costantemente si appannano i vetri alle pareti dal calore e dall’energia sprigionata da quella situazione: un pubblico grande, raffinato ed elegante, belle donne che saltano al ritmo di ‘Maracaibo’ e del pezzo del momento, ‘Sex Bomb’…
Un successo clamoroso, e per questa fantastica esperienza voglio ringraziare Raul, Davide, Ale e Gabri(!) ma soprattutto Angela, e sottolineare con quale mio rammarico sia però purtroppo finita!
Nell’estate del 2000, tra un anno e l’altro dello Chalet, e proprio grazie a quello, torno a suonare alla splendida Corte degli Aranci nella serata cult per la gente un po’ più grande, il lunedì. E va tutto bene finchè non la chiudono, per problemi legati a permessi e vicinato (cosa un po’ troppo ricorrente questa dalle nostre parti!).

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