La stagione seguente, immerso nel
servizio civile, e quindi momentaneamente fuori dal solito circuito notturno,
ben coadiuvato da una mia cara amica e aiutante, Caterina,
e dallinseparabile Lollo, riesco a compiere un mezzo miracolo e
realizzo una delle cose di cui vado più fiero: cercando in giro
lidea giusta e approfittando della nuova ondata di ritorno degli
anni 80, assieme ai miei due amici prendo in affitto un night nel
giorno della chiusura settimanale. Arroccato in una via del centro, La
Dolce Vita, trionfo del kitch e noto night club, un tempo locale
di successo, diventa il nuovo ritrovo fighetto del lunedì, in concorrenza
con il fortissimo e consolidato Jam. Troviamo subito la formula giusta:
mai più di 300 persone (capienza massima), bellissima gente, pieno
di amici e splendide ragazze e soprattutto musica rigorosamente ed esclusivamente
anni 80 dal primo disco all'ultimo. Liberatomi in febbraio dalla schiavitù del servizio civile, neanche 15 giorni dopo, il 3 marzo 1999, sono unaltra volta in ballo: inaugura una discotechina nuova in centro a Bologna, il Soleluna, e la serata forte, il mercoledì, la organizziamo io e Magè. In consolle deejays io e Lory & Peter, si ritorna finalmente, dopo dieci mesi di clausura e di musica nostalgica, allhouse e al commerciale. E per un anno intero siamo strapieni, fila fuori e locale murato. E la novità: arredamento balneare, con vere e proprie barche di legno al posto dei divanetti e mucchi di sabbia marina negli angoli, formine e secchielli incollati alle pareti azzurre Per un bel po va di moda, poi stanca, ma piace al pubblico più giovane
Nel settembre 99
mi arriva una telefonata importante: la famosa Angelina, mitica regina-Mida
tra gli organizzatori di Bologna, mi chiama a suonare in quello che sarebbe
diventato il locale-evento dellanno: il nuovo Chalet delle
Rose. Da tanto tempo se ne parla e laspettativa tra la
gente cresce sempre più, quindi quando mi viene addirittura proposta
la consolle della sala ristorante, vero fulcro del locale, al venerdì,
giorno di punta, beh
si può immaginare! |