Nel gennaio del ’97 avevo anche assemblato una cordata di organizzatori per affittare una serata al Jam, precisamente il martedì. Le cose anche qui andarono piuttosto bene, tranne qualche piccolo screzio col proprietario di allora, che non voleva che io facessi il dj perché secondo lui i cd suonavano molto più forte dei dischi in vinile e danneggiavano l’impianto (motivazione reale, sue testuali parole!), quindi mi limitai ad un ruolo di organizzazione chiamando a suonare un mio caro amico, storico dj a Bologna: Stefano Grandini. La serata fu indovinata, seguiti sempre da un buon numero di aficionados, avevamo creato un appuntamento divertente e molto frequentato dal pubblico universitario. Talmente frequentato che permise ad alcuni di noi organizzatori di spostarci a gestire un altro locale contemporaneamente, la stessa sera. E questo fu il vero exploit: avevamo preso in gestione il martedì di un enorme discopub in centro che non stava andando proprio benino, il Planet Sport: costruito un anno prima, costato miliardi, faticava a decollare… E abbiamo lanciato una seratona happy hour in cui ognuno di noi (ed eravamo davvero in tanti, primi fra tutti Mighè, Lollo e Magè) si era reinventato barista, PR, cassiere… Facevamo tutto noi, anche dietro il bancone del bar… sì può immaginare quindi che serate venivano fuori: una bomba di energia ed allegria che esplose forse un po’ troppo! Infatti iniziammo ad avere dei problemi di rumore con il vicinato: la gente chiacchierava e faceva casino sotto il portico davanti al locale, dentro non ci stava dal gran che si era stretti, macchine parcheggiate in tripla fila, arrivavano sempre i vigili… Una grossa petizione con raccolta di firme tra i condomini dei palazzi vicini ci fece chiudere! Il lato comico della faccenda? Il palazzo al cui piano terra si trovava il locale era il mio palazzo (io abitavo al secondo piano) e mio padre era uno dei più accaniti promotori della petizione! Praticamente “ a letto con il nemico”!!! In effetti è vero, non posso biasimarlo, qualche bel problemino lo avevamo creato!!
Rimane comunque un ricordo meraviglioso di quell’esperienza, di tutta quella libertà concessaci durante le serate, della totale anarchia che regnava nella gestione del locale, ma soprattutto del bar…
Infatti mi chiedo ancora ogni tanto come potessero guadagnarci qualcosa i proprietari del pub, si incassava solo sulle consumazioni e i prezzi erano da happy hour, in più con noi al bar era una rimessa sicura: riuscivamo a vendere non più del 40% delle drink, almeno il 20% lo offrivamo e il restante 40% ce lo bevevamo noi!!!!!

Intanto il discorso feste proseguiva parallelo: esauritasi la mia collaborazione con Max, che infatti aveva aperto un discopub (il Sodapop’s), ero riuscito a continuare la serie delle festone con degli altri soci: assieme a Rava, collega PR di vecchia data, e a Quelli della Notte, un grosso gruppo di Casalecchio, ci siamo imbarcati in un’altra speranzosa avventura. Costituita un’associazione, di cui ero il tesoriere (…CA$H mica per niente!), abbiamo preso il ritmo di organizzare più o meno una festona ogni tre mesi, sfruttando le varie festività, come Halloween, Carnevale, l’ultimo dell’anno…
I luoghi dove organi
zzavamo gli eventi diventavano sempre più grandi: prima il Tempio e il vecchio Chalet delle Rose, poi finalmente la nostra Mecca, lo Junior di Rastignano, che al tempo non era ancora stato trasformato in multicinema. I nostri ingredienti erano molto semplici, due o tre sale con musiche differenti, tre o quattro gruppi che suonavano dal vivo e altrettanti deejays che proponevano stili musicali diversi. E fu sempre più un successone! Dalle 1800 persone del Tempio e dello Chalet alle 3000-4000 delle festone indimenticabili allo Junior. Carnevale era la nostra forza: nel ’96 siamo arrivati a 3300 paganti, nel ’97 il record (più di 4100!!! con 300 omaggi, totale 4400 persone, documentate SIAE!) e nel ’98, l’ultimo anno, ben 3700 persone. 1998: l’ultimo anno, l’ultima festa allo Junior, ‘la festa della rapina’. Eh sì, guadagnammo per questo la prima pagina del nazionale di La Repubblica, titolone “Pistole e rapina alla festa dello Junior”.
Infatti a fine serata, una mezzoretta dopo aver fatto uscire tutti ed esserci rintanati negli uffici dello Junior a fare i conti, sotto la minaccia di una pistola spianata abbiamo mestamente consegnato il cospicuo incasso della serata nelle mani di due tizi perfettamente mascherati da ladri, vestiti di nero con bomber e passamontagna. Infatti erano proprio rapinatori!! Stavolta lo scherzo di Carnevale ce l’avevano fatto a noi!
Dopo quest’esperienza particolare, abbastanza indimenticabile, per vari motivi abbiamo un po’ abbandonato il programma feste: chi si è preso un po’ troppa squizza e non voleva bissare, chi si è dedicato un po’ di più al proprio lavoro e chi, come me, si è legato alle discoteche.
Infatti nell’ottobre ’97 avevo iniziato a lavorare il sabato al Flamengo, piccolo club in periferia, organizzato da un gruppo numeroso di PR con a capo Rava, amico nonché socio nelle grosse feste. Anche qui passai una bellissima stagione ricca di soddisfazioni: la serata era valida, ero sempre contornato dagli amici, il locale era perfetto, ci si conosceva tutti… Incarico che mi sono portato avanti fino a fine stagione, a maggio ’98, unico ingaggio che ero riuscito a mantenere, sì perché nel frattempo in aprile avevo iniziato l’anno di naia. Fortunatamente nel mio caso servizio non militare ma civile a Bologna, presso un’associazione che prestava aiuto ai disabili: un anno pesante sia sotto il profilo fisico sia emotivo. Purtroppo i miei orari abituali male si sposavano con il mio nuovo stato di obiettore e dovetti ben presto rinunciare a quasi tutte le serate in disco, anche perché i miei “capi”, non vedenti, erano molto incazzerecci e i miei ritardi alla mattina "non erano per niente visti di buon occhio…" Avevo quindi conservato il sabato al Flamengo e durante l’estate mi limitavo ad organizzare il martedì sera alle terrazze de Les Bains Douches, una happy hour molto carina, nata in “quattr e quattr’otto” dalle fervide menti dei soliti ignoti (io e Lollo, Mighè e Magè) con l'aggiunta questa volta anche di Pippo e Raffo.

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