Ma, ritornando al discorso, con Max è un ottimo connubio: io faccio il dj e porto gente, lui cura la parte “amministrativa”, assieme facciamo il resto. Così in qualche modo ci associamo: e cominciamo a fare sul serio! Riusciamo a prendere un’infilata di quattro o cinque feste una meglio dell’altra, per poi raggiungere l’apoteosi sabato 25 febbraio 1995 a Villa Guastavillani. Chi c’è stato se lo ricorda ancora: festa di Carnevale, organizzata in collaborazione con la Goliardia di Bologna, bar gratis, tutti in maschera… Dalle prevendite ci aspettavamo 600-700 persone al massimo, all’una erano già dentro in 1300! Abbiamo dovuto chiamare cinque o sei pattuglie della polizia per fermare una massa incredibile di persone che, in fila davanti ai due ingressi, stava sfondando le porte per entrare. E dentro si stava già come sardine! Gente che spuntava dappertutto, scavalcavano i muri di cinta, entravano dalle finestrine dei bagni… Credo che quella serata sia stata davvero la festa più bella a cui io abbia mai partecipato, era il caos totale, tutti breschi, nessuno capiva più niente, tranne forse io(?) che, bloccato in consolle, vivevo un po’ preoccupato quel momento di tripudio generale incontrollabile. Tre giorni abbiamo impiegato per ripulire la villa, spendendo anche qualche milioncino per riparare i danni procurati tra vetri rotti, cessi distrutti, porte scardinate… Ma penso che quella serata sia entrata di diritto nel Gotha delle feste storiche a Bologna!

Nel ’95 il gruppo MORE PARTIES cambia marchio, il nome è troppo lungo ed evidentemente difficile: la gente lo storpia in tutti i modi possibili immaginabili al momento di entrare in lista, in più il gruppo si allarga e necessitano altri timbrini… Serviva un nome più corto, semplice e, anche se in inglese, di facile pronuncia… CASH? Sì, CASH va bene, lista CASH, impossibile sbagliare! E da abbinare anche un simbolo d’impatto, conosciuto… La $ del dollaro, un timbrino facilissimo da piazzare sui biglietti: OK, risolto il tutto, fatte le modifiche, io continuavo ad essere il capogruppo, qualcuno iniziò a chiamarmi CASH
Proprio quell’estate, in giugno, mi proposero (grazie Bova!!!) di suonare nel privè del Bollicine: era la mia prima volta in discoteca e fino ad allora al nome d’arte non ci avevo proprio mai pensato. Ma non fu necessario stare tanto a scervellarsi: nessuno mi chiese niente e sui biglietti del Bollicine a cose fatte ci trovai scritto dj CA$H (con la $ del dollaro)!
In un sol colpo così avevo esordito in una vera consolle, in un vero locale e nello stesso tempo avevo risolto il problema del nome d’arte. CASH andava bene, è corto, semplice da ricordare, quasi un marchio, forse un po’ “maranza” ma almeno di sicuro impatto.
E in discoteca? Superate le fasi di impaccio iniziali (non è per niente facile suonare da solo la prima volta, una cosa è fare da “spalla” a qualcuno, ma trovarsi al centro dell’attenzione, ogni tuo sbaglio lo sentono in centinaia, la tensione a mille…), me la sono cavata piuttosto benino, anzi, con il progressivo miglioramento delle serate seguenti, posso dire chè è stato un piccolo successo: la tecnica era ancora un po’ scadente, ma la gente ballava, si divertiva parecchio…
E poi devo aggiungere inoltre che rispetto agli altri deejays partivo un po’ svantaggiato: ero l’unico a quel tempo a Bologna che suonava esclusivamente con i cd (ero addirittura guardato con diffidenza!), e, è doveroso sottolinearlo, mixare con i cd non era proprio semplice.

Qualche mese dopo però ci fu il miracolo: la Pioneer discese dal cielo e creò il CDJ500, finalmente un lettore cd professionale con tutti i requisiti per suonare e gestire i compact disc come fossero dischi in vinile, e fu tutta un'altra musica…
Per rendere ancora più chiaro il salto, l’innovazione tecnologica dell’uso del compact disc che ci fu con l’avvento dei Pioneer farò un semplice paragone: se il classico lettore cd hi-fi potesse essere pensato come una bicicletta, il mio vecchio e ormai obsoleto BST dovrebbe essere considerato alla pari di un Ciao, mentre in ultimo il CDJ500 sarebbe la versione top dell’Honda Goldwing…
E con questa manna piovuta dal cielo, mi presento venerdì 26 gennaio 1996 all’inaugurazione di quel locale che per me è stato il vero e proprio trampolino di lancio: il Brasil Club.
Mi aveva telefonato qualche settimana prima il buon Tronco proponendomi la cosa: “una festa tranquilla tra amici, poi se per caso va bene ne facciamo altre due…”
Il fenomeno Brasil Club era stato innescato!
A pubblicizzarlo all’inizio eravamo davvero in pochi: Tronco e Uli, Ossola, Marione, Alex&Lollo e il sottoscritto (che faceva anche il dj) ma il risultato fu tale da sembrare impossibile: per due anni buoni il locale registrò il tutto esaurito, c’era gente in fila davanti all’ingresso dalle 21,30 alle 5 del mattino, il mio telefono iniziava già a squillare per le liste addirittura la sera prima, facevo di media 250-300 rientri ogni venerdì in un locale che stracolmo teneva 900 persone! Un locale che, a guardarlo bene, altro non era che una ex casa del popolo trasformata in circolo, tutta dipinta alle pareti con le immagini della skyline di New York, e riempita con tavoloni da osteria e strutture in canne di bambù tipo villaggio vacanze. L’insieme di tutto era l’apoteosi del kitch, ma la gente lì dentro impazziva, stipati l’uno sull’altro, ballavano ovunque ci fosse un piano libero, nella pista, sui tavoli, sulle sedie, sulle scale, sul soppalco… La musica era l’insieme disordinato di tutti i brani più carichi dagli anni ’60 al 1996, non era classificabile con un genere ma si può perfettamente definirla HAPPY MUSIC! Dopo le prime tre sere in cui avevo suonato da solo e per cinque-sei ore di fila, siamo stati costretti a chiedere aiuto al mitico dj Mingo (rock!) per darmi una mano in consolle: iniziava lui alle 22, a mezzanotte e mezza il cambio e finivo io alle 5, sette ore ininterrotte di musica da ballare! Canzone-manifesto di quelle serate era “L’OMBELICO DEL MONDO”, al tempo ancora fresca di uscita e grande tormentone nazionale.
Sull’onda di questo strepitoso trionfo siamo stati chiamati dalla direzione artistica del Kinki, storico club di tendenza famosissimo in Italia e all’estero, ad organizzare il mercoledì sera: e siamo riusciti a bissare, se non addirittura a superare, se possibile, l’incredibile successo ottenuto con il Brasil. Abbiamo impostato un connubio che a Bologna era diventato un ‘must’: mercoledì al Kinki e venerdì al Brasil. A differenza di quest’ultimo, il Kinki era una vera discoteca: a trenta metri dalle due torri, scendevi venti scalini e ti ritrovavi immerso nella fumosa atmosfera dei club londinesi; inutile dire che qui non facevo lo stesso genere di musica del venerdì, suonavo molta più house e commerciale, ed ero coadiuvato da Alan, vero dj di scuola garage. In questo locale ho passato due anni fantastici che mi sono rimasti nel cuore, due stagioni meravigliose sotto tutti i punti di vista, mi sono trovato benissimo, come se fossi a casa mia, e per questo devo ringraziare i due proprietari, Massimo e la Michy, per la fiducia e l’amicizia che mi hanno sempre dimostrato.

Terminata la mia collaborazione con loro ho accettato la proposta di gestire assieme al mio amico-socio Mighè (Michelone di Omnitel) il privè del BBC nel momento d’oro che tale discoteca stava vivendo, avendo pian piano preso il posto del Kinki nel mercoledì fighetto-universitario a Bologna (e il pezzo forte non a caso era FROM DISCO TO DISCO!). Mi ricordo che mi era bastato spargere un po’ la voce che già subito il primo giorno avevamo una lista di più di trecento persone. Con un tale biglietto da visita ci inserimmo subito e bene nel locale, proseguendo così i nostri due anni consecutivi “sulla cresta dell’onda”. E in questo modo continuando anche in estate, ottenendo la consolle del sabato di una delle più belle discoteche all’aperto di tutta l’Emilia Romagna: la Corte degli Aranci, locale inserito all’interno di un’antica corte, perfettamente amalgamato nel verde e suggestivamente dominato da una spledida torre coperta di edera rampicante, grande successo di pubblico e capolavoro di estetica, davvero complimenti a Tonno&Co.!

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