Tutto
è iniziato nel lontano 1991 quando un mio amico più grande
(che ora abita a Rimini, è sposato ed è già 2 volte
papà! Ciao Don!) mi ha chiesto di dargli una mano a portare
qualcuno in una discoteca di Bologna. Qualche serata, sempre più
amici, come sottoPR andavo piuttosto benino, e quindi per
me il lusso di qualche spicciolo extra guadagnato divertendomi era una
piacevole novità.
Che ben presto è diventata una consuetudine.
La cosa mi stuzzicava sempre di più e il fascino del mondo delle
discoteche ormai mi aveva contagiato: ero appena maggiorenne e già
mi ero intestato tre o quattro permessi SIAE per altrettante feste, allinizio
nelle mitiche case del popolo, con le cose fatte un po
in camuffa, poi in qualche circolo un po più grande e finalmente
nelle vere e proprie sale da ballo. Mi si apriva un orizzonte nuovo: possibilità
di guadagno apparentemente facili, nuove conoscenze, uscire un po
dai soliti schemi
Mi ricorderò sempre la mia prima festa, allultimo anno di
liceo (a quel tempo suonavo anche la batteria in un gruppetto
rock!): organizzata assieme a due mie amiche, avevamo affittato per ben
300mila vecchissime lire una squallidissima casa del popolo alla Bolognina,
qualche volantino sparso qua e là nelle scuole e abbiamo tirato
su quasi 400 ragazzini. Tutte le bevute a mille lire. Alla fine ci rimase
in tasca poco o niente, disorganizzati come eravamo! Ma era stata una
grande esperienza!
Lanno
dopo, il magico 1992 di RHYTHM IS A DANCER, ho iniziato a
collaborare alla serata CHI E GIO?, il mitico giovedì
della Capannina, naturalmente continuando in parallelo anche la serie
delle festicciuole
(qualcuno si ricorda il Mr VALENTINO?)
Arriva il 1993. E lanno di ALL THAT SHE WANTS e delle mie
prime prove in consolle al fianco di Fish dj alle feste
di Donato al Centergross, nel famoso padiglione 38BIS. In
contemporanea continuavo anche a svolgere le mie sempre migliori mansioni
di PR in vari locali: nulla mi staccava più dal sabato MITHOS allHobby
One, targato Radio Bologna International, ma dentro di me, nel profondo,
stava già crescendo il lato oscuro della forza
Il mio primo mixerino Karma infatti mi aveva davvero coinvolto, mixavo
con due piastre con le cassette e registravo il tutto su una terza: ora
a riascoltarle mi vengono i brividi ma al tempo mi sembravano capolavori.
Era un mistone pazzesco di hits anni 70-80, successi del periodo, pezzacci
rock, canzoni italiane
aaarrgh! Però da cosa nasce cosa
Le piastre si trasformano miracolosamente in lettori cd hi-fi e la qualità
dei risultati progressivamente migliora: riempio gli amici dei primi mixage
con dei titoli veramente assurdi ma almeno inizio a distinguere bene i
generi musicali e la velocità dei brani, qualcuno comincia pian
piano a chiamarmi a suonare alle proprie feste private e il mio nome un
po inizia a girare.
E decido: provo anche la strada dei giradischi! Me ne faccio prestare
un paio usati (più che usati, sfasciati) e inizio a comprare montagne
di vinile, roba house e underground pesissima, qualche hit, e intanto
batto a tappeto tutte le varie mostre del disco in cerca di roba vecchia,
di dischi cult.
Nel mentre continuo a fare feste e festicciole, e a portare gente nelle
discoteche. A portare sempre più gente
Creo un gruppo di
pubbliche relazioni, assoldo amici, le cose funzionano
Nasce il
gruppo MORE PARTIES (dalla frase che mi ripetevano spesso i miei sottoPR
quando procuravo gli ingaggi: meno discoteche e più feste!),
con i timbrini personalizzati per ciascuno con nome e numero di tel, e
come simbolo limmagine di Gighen di profilo con la paglia storta.
Il gruppo funziona e si lavora abbastanza bene, anche se è ancora
un passatempo e non una cosa seria; abbiamo anche la fortuna di collaborare
nei locali che vanno di più: il Bollicine destate e il Revenge
dinverno.
Nel
dicembre del 93 faccio il mio primo vero passo da disc jockey: abbandonato
per forza maggiore il vinile (avevo prestato i dischi ad un amico animatore
che al ritorno li ha dimenticati a Cuba! Grazie Sportel!), a insaputa
dei miei firmo due cambiali per lacquisto di un lettore cd professionale
per dj: un BST a doppio telaio, con regolazione di velocità, wow!
Era già un passo da gigante!
Nel 1994 la prima svolta: a una delle sue feste conosco Max C., al tempo
principe delle feste alla vecchia a Bologna. Mi chiama a suonare
ai suoi mitici parties, accetto di corsa e funziona: la gente si diverte,
è un successone! Ovunque ci sia la possibilità, si balla:
nelle palestre, nelle ville, nelle case del popolo, nei clubs, nei capannoni,
nei posti allaperto, in un granaio, addirittura in una stalla!!
Mi ricordo di una volta in estate che ho suonato su un silos, in bilico
a 4-5 metri da terra, quasi imbragato per non cadere e la gente nel prato
sotto che ballava impazzita, bei tempi!
Eh
sì, erano ancora i bei tempi in cui la gente pendeva dalle tue
labbra, tu
eri limbazzato (lintrodotto) quindi i ragazzi
ti seguivano a ruota, facevano quello che facevi tu. Cerano pochi
posti, pochi PR, poche cose da fare
Non facevi in tempo ad accennare
ad una certa festa che ti riempivano subito di telefonate! A parlarne
sembrano passati secoli, ma a pensarci bene si tratta solo di otto anni
fa. Oggi non puoi più neanche permetterti di fare una festa in
casa che la SIAE vuole i diritti musicali, se affitti una tavernetta non
sei in regola perché mancano le uscite di sicurezza, e le case
del popolo dove sono finite? Avranno i permessi? E poi oggi ci sono cento,
mille locali: ogni ristorante che ha quattro metri quadri liberi li trasforma
in pista da ballo, ogni persona che ne conosce altre dieci diventa un
PR, un trascinatore di folle. Si balla dappertutto, cè gente
dappertutto! I promoters si copiano le rubriche telefoniche, si rubano
tra loro i clienti e fanno la gara per riuscire a mandarti lsms
per primo; ormai le persone che vengono in discoteca sono sempre segnate
su due o tre liste diverse, ed entrano sempre con chi gli dà lomaggio
Ah (sospirone), bei tempi che furono
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