1973



pronto x il 1° giorno di scuola - 1979



in cantina, la mia prima batteria



slowhand - Elba 1991



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BIOGRAFIA

Il mio vero nome è Davide, sono nato il 4 maggio 1973 a Carpi (MO) alle 4 meno 4 minuti (alle 15,56), quindi segno zodiacale Toro, ascendente: non ne ho la minima idea. Nato e vissuto per ben quattro anni a Carpi, unico episodio “in trasferta” della mia famiglia, da generazioni e generazioni bolognesi DOC.

A 5 anni ci trasferiamo nuovamente a Bologna: elementari, medie, tranquillissimo tran tran dello studente modello fino alla terza, anno in cui, contagiato dalle mie compagne di classe, scopro a fondo la musica - Duran Duran, Spandau, Wham su tutti - e in un certo senso anche la moda - erano gli anni d’oro del fenomeno dei paninari… il Moncler, le Timberland, la Best Company - e, cosa ben più importante, i primi baci…
Mi distraggo un pochino: voto all’esame finale: distinto!

Inizio però il liceo scientifico, il Righi, con una media strepitosa: addirittura anche qualche 10 in pagella nel biennio! Non ero per niente il classico secchione a cui subito viene da pensare, ma studiavo abbastanza e riuscivo ad ottenere ottimi risultati. Poi finalmente in terza mi rilasso un po’, gli ultimi due anni faccio praticamente il minimo indispensabile, qualche problema in condotta, spesso assente (iniziavo già ad assaporare il piacere di restare a letto la mattina!), comincio a dedicarmi seriamente alla musica, prima batteria, poi chitarra, poi le compilation mixate, i primi cd: alla fine esco con un misero ma onorevole 38, un’ingiustizia clamorosa, pilotata un po' come punizione dai professori, ma nella vita - per fortuna! - non è il voto della maturità che conta.

E così da bravo discendente di ingegneri ed economi mi iscrivo a Economia e Commercio, ma capisco subito che non fa proprio per me: appena dato il classico esamino per il rinvio della naia migro a Giurisprudenza. Per qualche tempo tutto ok, ma poi comincio a far tardi la notte, i primi ingaggi, le prime serate... e quindi sempre maggior fatica a svegliarmi per frequentare (anche se la massiccia presenza di ragazze a lezione un po’ mi spronava!), così anche qui, dopo ben sette esami, le cose prendono una brutta piega…

Inizia dunque il periodo delle feste e dei locali: accantono pian piano i libri e decido di prendermi un anno sabbatico, poi un altro, un altro ancora…

Nell’aprile 98 scatta anche il servizio civile, un anno pesante per me, orari assurdi, difficilmente conciliabili con i miei impegni nelle discoteche. Ho però la fortuna di farlo a Bologna e ora, parlando seriamente, forse con il senno di poi, lo considero essere stato fondamentale per il mio sviluppo emotivo. Sono fermamente convinto che un anno così dovrebbero passarlo tutti nella propria vita, uomini e donne: l’essere messi costantemente a confronto con realtà diverse e vite infinitamente più disagiate della propria credo che sia l’esperienza più forte e più sana a livello formativo per qualsiasi persona, almeno per me così è stato.

Liberatomi poi da questo vincolo, l'anno seguente sono ripiombato in fretta nelle consolle delle disco di Bologna: deejay a pieno ritmo, mille idee in testa, grandi progetti…

Grandi progetti che però nel febbraio del 2001, esattamente sabato 17, hanno subito una brusca interruzione: Lollo, uno dei miei migliori amici, un fratello per me, nonché mio socio e degno compare in tutte le mie attività lavorative, muore dopo cinque giorni d’inferno in rianimazione in seguito ad un fottutissimo incidente in moto in centro a Bologna, vittima di un’auto impazzita, guidata dai soliti ragazzini ubriachi in giro senza meta alle quattro del mattino...
Un amico e collaboratore con cui da sempre lavoravo, organizzatore di serate, molto conosciuto e apprezzato nel nostro ambiente, con cui avevo in ballo diversi progetti e idee per il futuro.

Ci metto davvero un bel po’ di tempo per assorbire il colpo (anche se completamente non ci riuscirò mai), continuando a muso duro a suonare nei locali. Un periodo piuttosto difficile: dover far divertire le persone con uno stato d’animo simile è stata veramente un’ardua prova, ma purtroppo, come si dice, “the show must go on”…

La stagione seguente poi mi sono buttato nel lavoro, ottenendo anche diverse soddisfazioni, e così ho fatto anche per quelle a seguire, fino ad adesso: sono passati anni e ormai sono diventato grande (vecchio?) e fatto più importante: di una mia passione ne ho fatto una vera e propria professione, cosa volere di più?